
Vendere online, al giorno d'oggi, è qualcosa davvero alla portata di chiunque. Si tratta di un'attività che può essere intrapresa con diverse modalità e con volumi d'affari molto differenti tra loro.
Il mondo della vendita online è davvero vasto. Pertanto, con questa guida (che cercherà comunque di essere sufficientemente esaustiva) non pretendiamo di riuscire a toccare ogni singolo aspetto, ma di darti le basi per orientarti.
I grandi marchi della vendita online
La prima cosa che viene in mente a chiunque, parlando di vendita su internet, sono certamente i grandi nomi come eBay o Amazon.
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eBay mette prevalentemente in contatto tra loro (ma non soltanto) privati che vendono e acquistano prodotti, spesso di seconda mano. Lo si potrebbe quasi definire un sito a metà strada tra il C2C (Consumer to Consumer) e il B2C (Business to Consumer).
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Amazon e altri marketplace simili rappresentano invece un sistema di vendita quasi esclusivamente B2C. Il consumatore compra direttamente da Amazon o da venditori professionali che utilizzano la piattaforma. È spesso Amazon stesso a occuparsi di spedire l'oggetto, che si trova depositato presso i suoi magazzini. Lo stesso vale per altri giganti come AliExpress o Zalando.
Ora che abbiamo illustrato i nomi più noti dell'e-commerce mondiale, iniziamo a capire come può un privato vendere dei prodotti su internet in autonomia.
Come si può vendere online?
Poniamo il caso che un privato voglia usufruire del web per vendere online. È possibile? Naturalmente sì. Per prima cosa occorre capire cosa vendere e in che modo. Qui si aprono principalmente due strade:
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Vendere prodotti propri.
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Diventare affiliato, utilizzando il proprio sito o blog per sponsorizzare prodotti di altri.
Sono entrambe modalità molto diffuse e funzionali. Vediamole più da vicino.
Vendere prodotti propri
Questo è forse il metodo più impegnativo, poiché richiede di costruire una propria identità e una riconoscibilità che vada a identificare il prodotto (sia che si tratti di un bene tangibile, sia di un servizio erogato al pubblico).
In aggiunta a ciò, se si vuole vendere su internet seriamente, è necessario avere uno spazio proprio: un sito oppure un blog. In casi di questo tipo, l'attenzione deve essere dedicata sia al processo creativo del prodotto, sia alle campagne pubblicitarie necessarie per farlo conoscere e acquistare.
È quindi consigliabile, come primo requisito, avere dei profili social legati al brand o al sito. Questo aiuterà a porre le fondamenta di ciò che verrà dopo: delle campagne di marketing ben ragionate.
L'obiettivo è portare i consumatori sul sito. Una volta lì, in maniera tutt'altro che invadente, sarebbe auspicabile ottenere il loro indirizzo e-mail, al fine di creare un contatto diretto e facilitare la vendita. Tutto questo rientra nel processo di conversione, che porta un utente ad acquistare passando per vari momenti (compilare form, lasciare la mail, cliccare su link, ecc.). Insomma, in questo caso il grosso del lavoro si concentra sulla promozione.
Vendere prodotti tramite influencer
Una menzione obbligatoria va a una modalità particolare di far conoscere un prodotto, che negli ultimi anni rappresenta un trend in forte crescita.
Tutti conosciamo gli influencer: figure che godono di enorme visibilità e che hanno un seguito di migliaia, se non milioni, di utenti. Proprio in virtù di questa loro autorità, oggi si sceglie spesso di affidare a loro la sponsorizzazione di un prodotto.
Tendenzialmente è una strategia adottata più dalle aziende che dai singoli privati, ma è interessante capire come funziona. Affidarsi a degli influencer significa veicolare il prodotto attraverso la loro immagine per raggiungere il loro pubblico. Generalmente i follower tendono ad avere molta fiducia, specialmente se l'influencer è un esperto del settore (un esempio classico è ClioMakeUp per i cosmetici).
Vendere prodotti come affiliato
Quella del sito affiliato è una strategia molto diffusa. La si utilizza spesso quando si possiede un sito o un blog focalizzato su un argomento specifico (ad esempio libri o abbigliamento) e lo si usa per sponsorizzare prodotti non propri.
Molti grandi marchi mettono a disposizione dei programmi di affiliazione (affiliate programs): Amazon, Zalando e AliExpress sono solo i più famosi. Quasi tutti questi programmi si basano sulle commissioni: su ogni prodotto che il marketplace vende grazie al link di affiliazione presente sul nostro sito, noi riceviamo una percentuale sul guadagno.
Generalmente questo non richiede un lavoro di promozione ingente come quello richiesto dalla vendita di prodotti propri, poiché si presuppone che il blog abbia già un suo pubblico di riferimento che, stimolato dai contenuti, cliccherà sui link consigliati.
Perché vendere prodotti online?
È indiscutibile che oggi sia una pratica estremamente diffusa per due ragioni principali: perché è accessibile a tutti e perché lo si può fare in tutta comodità.
Oggi esistono migliaia di strumenti pensati per migliorare i siti, per ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca o per gestire il magazzino. Vendere online è diventato imprescindibile per chiunque voglia fare business. Anche chi ha un negozio fisico non può permettersi il lusso di ignorare internet, perché il web aumenta in maniera esponenziale il bacino d'utenza. Basti pensare a una piccola bottega di paese che, grazie a un e-commerce, riesce a esportare i propri prodotti dall'altra parte del mondo.
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